Morti bianche: i decessi sul lavoro in aumento nel 2018

In un settore come quello della sicurezza sul lavoro fare formazione significa fare prevenzione e offrire utili strumenti ai lavoratori per poter adottare le corrette prassi sul posto di lavoro, tutto questo si traduce in una maggior tutela e sicurezza del lavoratore stesso.

Negli anni abbiamo visto che le tecniche e le modalità di formazione si  sono affinate e strutturate con l’unico obiettivo di  alzare gli standard  della comprensione  dei contenuti ed il coinvolgimento da parte del lavoratore.

Più efficace diventa la formazione e più cosciente dei rischi e delle corrette prassi diventa il lavoratore.

Se tutto questo fosse un circolo virtuoso e continuo si dovrebbero registrare negli anni delle flessioni positive nei bollettini su incidenti e morti sul lavoro,  invece i dati del 2018 registrano un bollettino nero per i morti sul lavoro.

Secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna, un istituto indipendente aperto a gennaio 2008 in memoria dei sette operai della Thyssenkrupp di Torino, i morti sui luoghi di lavoro nel 2018 sono 704 e arrivano a 1450 se consideriamo anche i morti sulle strade e in itinere.

Secondo l’Osservatorio il picco del 2018 è il più alto da quando vengono monitorati i dati, quindi il 2008, tenendo conto che l’Osservatorio monitora tutti i morti sui luoghi di lavoro, compresi i non assicurati INAIL.

Andiamo allora ad analizzare i settori più colpiti per capire dove poter agire con una maggior attenzione ed in modo più efficace.

Come si riscontra generalmente  tutti gli anni l’agricoltura  registra la percentuale più alta di morti sul lavoro coprendo  il 33,3% di tutti i morti sui luoghi di lavoro.

Il dato allarmante ed evidente è quello dei 149 agricoltori che hanno perso la vita  rimanendo schiacciati dal trattore.

Secondo l’Osservatorio è proprio in questo settore che vanno investite nuove energie, occorre arginare e informare sulla pericolosità dei mezzi e devono essere messi a disposizione  dei fondi per renderli più sicuri.

La seconda categoria con più morti è l’edilizia, dove si registra una percentuale del 15,2% in flessione del 5%  rispetto al 2017, ma va considerata, come possibile causa,  la forte crisi del settore edile.

Gli autotrasportatori sono il 12,1% di tutti i morti sul lavoro, mentre l’Industria registra il 7,9% dei morti sul lavoro.

Ragionando sul dato dell’industria ci si aspetterebbe una percentuale molto più alta visti i rischi del settore ed i milioni di addetti coinvolti, quindi perchè la troviamo più bassa? Secondo l’osservatorio, nel settore dell’industria è la forza del sindacato stesso all’interno, che riesce a dialogare e far rispettare più di altri comparti la Sicurezza sul lavoro.

A morire per infortuni sono quasi sempre lavoratori in appalto, addetti al servizio imprese o lavoratori che lavorano per conto terzi.

Le regioni con più morti sul lavoro sono Lombardia, Veneto, Campania ed Emilia Romagna, mentre le province con la maglia nera sono Salerno con 20 morti, Torino con 19, seguono Verona con 18 morti e Napoli con 17 morti.

L’ultimo a morire nel 2018 si chiamava Ugo Palzanella, era un meccanico di 75 anni, rimasto gravemente ustionato il 4 novembre del 2018 mentre stava tagliando con un frullino una vecchia cisterna che è esplosa causando l’infortunio e poi la morte dell’addetto.

Vogliamo sperare che il 2019 sia un anno migliore, fondamentale sarà l’impegno delle istituzioni e la serietà degli enti formativi nel poter offrire una formazione  in grado di tutelare maggiormente i lavoratori.

Anche la Fondazione Asso.Safe si impegna con grande serietà nell’opera di divulgazione della cultura della sicurezza da diversi anni, prestando grande attenzione alla qualità e all’efficacia della formazione offerta dai Centri affiliati.

Come si è evidenziato nel settore dell’Industria riuscire a far comprendere l’importanza della formazione e delle corrette pratiche permette realmente di  contenere il numero di incidenti ed infortuni.

 

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