L’autorizzazione unica ambientale: chi è obbligato e cosa sostituisce

L’Autorizzazione unica ambientale è il provvedimento istituito dal Dpr 13 marzo 2013, n. 59 e rilasciato su istanza di parte che incorpora in un unico titolo diverse autorizzazioni ambientali previste dalla normativa di settore (come il Dlgs 152/2006). Il Dpr individua un nucleo base di sette autorizzazioni che possono essere assorbite dall’Aua, alle quali si aggiungono gli altri permessi eventualmente individuati da fonti normative di Regioni e Province autonome.

 

Ambito di applicazione

Il D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico l’autorizzazione unica ambientale (acronimo. A.U.A.). Essa si applica a due grandi categorie di soggetti:

1) alle microimprese, alle piccole imprese e alle medie imprese (complessivamente definite PMI) , costituite da imprese che:
a) hanno meno di 250 occupati,

  1. b) hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

I due requisiti di cui alle lettere a) e b) dei commi 1, 2 e 3 sono cumulativi, nel senso che tutti e due devono sussistere contestualmente.;

2) a tutti gli impianti non soggetti alle disposizioni in materia di autorizzazione integrata ambientale.

In ogni caso però essa non si applica ai progetti sottoposti alla valutazione di impatto ambientale (VIA) laddove la normativa statale e regionale disponga che il provvedimento finale di VIA comprende e sostituisce tutti gli altri atti di assenso, comunque denominati, in materia ambientale.

Alcune definizioni funzionali all’individuazione dei soggetti coinvolti nel rilascio, rinnovo e aggiornamento dell’autorizzazione unica.

In particolare, sono state introdotte le definizioni di autorità competente, soggetti competenti in materia ambientale, sportello unico per le attività produttive (SUAP), al quale in ragione delle funzioni attribuitigli ai sensi del D.P.R. 7 settembre 2010, n . 160, è altresì attribuita la funzione di rilascio dell’A.U.A..

Definizioni

Il D.P.R. 13 marzo 2013, n. 59 definisce:

a) autorizzazione unica ambientale: il provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive, che sostituisce gli atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale di cui all’articolo 3;

b) autorità competente: la Provincia o la diversa autorità indicata dalla normativa regionale quale competente ai fini del rilascio, rinnovo e aggiornamento dell’autorizzazione unica ambientale, che confluisce nel provvedimento conclusivo del procedimento adottato dallo sportello unico per le attività produttive,

c) soggetti competenti in materia ambientale: le pubbliche amministrazioni e gli enti pubblici che, in base alla normativa vigente, intervengono nei procedimenti sostituiti dall’autorizzazione unica ambientale,

d) gestore: la persona fisica o giuridica che ha potere decisionale circa l’installazione o l’esercizio dello stabilimento e che è responsabile dell’applicazione dei limiti e delle prescrizioni disciplinate dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

Come già ciascuna singola normativa ambientale di settore, anche la disciplina dell’A.U.A. contiene sia la nozione di “modifica” che quella, assai più rilevante, di “modifica sostanziale di un impianto”.

Com’è noto le cit.discipline di settore ricollegano all’esistenza di una “modifica sostanziale” l’obbligo per il gestore di rinnovare la procedura autorizzatoria mediante il procedimento ordinario previsto dalle norme di riferimento. Sono definite:

f) modifica: ogni variazione al progetto, già autorizzato, realizzato o in fase di realizzazione o dell’impianto, che possa produrre effetti sull’ambiente;

g) modifica sostanziale di un impianto: ogni modifica considerata sostanziale ai sensi delle normative di settore che disciplinano gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione in materia ambientale compresi nell’autorizzazione unica ambientale in quanto possa produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente.

La nozione di “modifica sostanziale di un impianto” non disciplina autonomamente e non fornisce i criteri che definiscono come sostanziale una modifica, ma rinvia a quelli già stabiliti delle normative di settore che disciplinano gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione in materia ambientale compresi nell’autorizzazione unica ambientale, ma poi però aggiunge e sottolinea “ in quanto possa produrre effetti negativi e significativi sull’ambiente”.

L’autorizzazione unica ambientale e gli ATTI SOSTITUITI

L’autorizzazione unica ambientale viene definita come “il provvedimento rilasciato dallo sportello unico per le attività produttive, che sostituisce gli atti di comunicazione, notifica ed autorizzazione in materia ambientale di cui all’articolo 3, cioè:

a) l’autorizzazione agli scarichi di cui al capo II del titolo IV della sezione II della Parte terza del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

b) comunicazione preventiva di cui all’articolo 112 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste;

c) autorizzazione alle emissioni in atmosfera per gli stabilimenti di cui all’articolo 269 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

d) autorizzazione generale di cui all’articolo 272 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

e) comunicazione o nulla osta di cui all’articolo 8, commi 4 o comma 6, della legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge quadro sull’inquinamento acustico);

f) autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99;

g) comunicazioni in materia di rifiuti di cui agli articoli 215 e 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Dunque l’articolo 3 del Regolamento individua i soggetti che possono presentare domanda di autorizzazione unica ambientale ed titoli abilitativi ambientali che, a seguito della presentazione dell’istanza e dello svolgimento del relativo procedimento, vengono sostituiti dall’autorizzazione unica .

Il comma 3 prevede la possibilità per le imprese e i gestori degli impianti che riguardano attività soggette esclusivamente ad obbligo di comunicazione o ad autorizzazione di carattere generale , di non avvalersi dell’A.U.A., ferma restando la presentazione della comunicazione o dell’istanza per il tramite del SUAP.

Nei casi in cui si procede alla verifica di assoggettabilità cui all’articolo 20 (nell’ambito della VIA) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, l’autorizzazione unica ambientale puo’essere richiesta solo dopo che l’autorità competente a tale verifica abbia valutato di non assoggettare alla VIA i relativi progetti.

I commi 4, 5, e 6 definiscono il contenuto dell’A.U.A. , che comprende elementi analoghi a quelli delle corrispondenti autorizzazioni ambientali, ne stabiliscono la durata pari a quindici anni stabilendo, per quanto riguarda l’autorizzazione agli scarichi contenenti sostanze pericolose, la necessità di presentare una comunicazione intermedia sugli esiti degli autocontrolli ogni quattro anni .

In particolare viene affermato che l’autorizzazione unica ambientale contiene tutti gli elementi previsti dalle normative di settore per le autorizzazioni e gli altri atti che sostituisce  e definisce le modalità per lo svolgimento delle attività di autocontrollo, ove previste, individuate dall’autorità competente tenendo conto della dimensione dell’impresa e del settore di attività.

In caso di scarichi contenenti sostanze pericolose, di cui all’articolo 108 del decreto 152/2006 , i gestori degli impianti autorizzati devono presentare, almeno ogni quattro anni,  una comunicazione contenente gli esiti delle attività di autocontrollo all’autorità competente, la quale può procedere all’aggiornamento delle condizioni autorizzative qualora dalla comunicazione emerga che l’inquinamento provocato dall’attività e dall’impianto ètale da renderlo necessario.

Tale aggiornamento non modifica la durata dell’autorizzazione.

Come detto l’autorizzazione ha durata pari a quindici anni a decorrere dalla data di rilascio.

Dott. Bernardino Albertazzi

Consulenze Legali Ambiente

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