sabato, ottobre 20, 2018
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Con oltre 50.000 visitatori si è conclusa anche quest’anno la Fiera di Sant’Alessandro a Bergamo

Ing. Mauro Ardizzone – Vicepresidente di A.D.L.I.

Incontro tra le realtà locali, ma anche un modo per valorizzare il territorio. I molti visitatori da molte zone dell’Italia, hanno reso anche quest’anno un appuntamento di richiamo la Fiera del Cavallo di Sant’Alessandro.

Puntuale come ogni anno, nonostante il tempo non fosse quello tipico di settembre, è tornata a Bergamo la tradizionale Fiera di Sant’Alessandro, tenutasi nelle giornate del 1, 2 e 3 settembre scorsi. La rassegna dedicata a zootecnia, agricoltura, equitazione, macchinari agricoli e prodotti alimentari tipici si è confermata come  uno degli appuntamenti più attesi e importanti a livello regionale.

La grande area espositiva del polo si è trasformata, come di consueto, in un grande parco dove si è potuto passeggiare tra pregiati capi di bestiame, innovative macchine agricole, profumi inebrianti di salumi e casoncelli fatti in casa, di formaggi… tutti prodotti tipici che non puoi non assaggiare! Moltissimi sono stati poi gli eventi realizzati: dai concorsi di equitazione e musica country, alle gare di boscaioli che, sfidandosi a “colpi di motosega” riuscivano a dare un’anima a dei tronchi o pezzi di legno che, per noi, comuni mortali, potevano essere utilizzati come legna da ardere, mentre loro, con grande maestria, riuscivano a dare vita a delle vere e proprie opere d’arte.

Mi sono ritrovato immerso, in un attimo, e parlo da bergamasco, in un vortice fatto di arte, cultura, storia e tradizione che non hanno fatto che ricordami che, la mia, è una terra unica nel suo genere.

Le Mie valli, fatte di anime e voci, per tre giorni si sono riunite e ritrovate per dare a tutti i visitatori un assaggio della nostra storia.

Ogni volta è come fare un salto nel passato, e, seppur ancorato al presente, mi accorgo di quanto sia importante far conoscere queste tradizioni, perché il nostro futuro non sia solo hi – tech, ma sia fatto anche di contatti sani con quegli elementi naturali che, a volte, scordiamo di avere.

Vedere mia figlia, quella piccolina di due anni, che si rotola in mezzo ai chicchi di grano, che si tuffa, si diverte e ride, mi fa riflettere e allora penso che, forse, tutti gli uomini e le donne vengono dalla terra… quella stessa terra che fa poi germogliare professioni e professionisti.

Se rileggo quanto sto scrivendo, penso di essere uno smielatore usato, dal quale non si faccia altro che estrarre miele. No, la mia intenzione non è quella di far venire il diabete mellito a nessuno, ma è solo la volontà di sottolineare quanto, le tradizioni, abbiano voglia di sopravvivere nel tempo. Questo lo dimostra l’affluenza dei visitatori che, quest’anno, ha sfiorato i 50 mila. I 200 espositori presenti, di cui 150 lombardi, hanno, con la loro proverbiale ospitalità, dato vita ad una manifestazione fatta di entusiasmo, di energia, di leggerezza e di magia…

Anche noi c’eravamo. Lo Studio Ardizzone, infatti, Sede Regionale della Fondazione Asso.Safe e dell’Associazione A.D.L.I., partecipa già da due anni – grazie anche al supporto e alla immancabile presenza (ormai da cinque anni) del presidente e del vicepresidente della Fondazione – a questa manifestazione, che nella sua poliedricità, mette gioco forza, sul piatto, la questione della sicurezza.

La politica della Fondazione Assosafe, e che lo Studio Ardizzone ha sposato è che, è solo nei luoghi che abitano e nel linguaggio che parlano i nostri possibili clienti, che si possono garantire servizi, efficienti ed efficaci, affinché la sicurezza, non venga ancora intesa come una burocratizzazione di norme che si espleta dietro una lauta corresponsione economica. Affiancare i nostri clienti e dipanare, con loro, l’intricato mondo delle norme, significa essere in grado di validare concetti e contenuti che, calati sulla singola realtà aziendale, siano in grado di mutare la visione comune ed errata che si ha sulla questione del “fare sicurezza”.

Purtroppo, molti professionisti, e parlo di colleghi o di altri studi che, come il mio, fanno sicurezza, pensano che, portare nelle fiere “non di settore” la sicurezza, significhi “abbassare lo standard qualitativo”, dimenticando che “per fare il nostro lavoro bisogna scendere in campo al fianco e per i nostri clienti”. Sono fermamente convito che, e questo è un rimando che mi è stato dato dal presidente della nostra Fondazione, non è il costo del corso o il fatto di presentarsi sfoderando, con un sorriso a 37 denti, titoli e riconoscimenti che i clienti ci riconoscono come professionisti, ma è nella sensibilità e capacità di saper dare loro informazioni corrette, di esserci quando hanno bisogno, di spiegare la stessa cosa anche centinaia di volte, se necessario, che ci dà la connotazione di “diversi”.

L’uomo ha bisogno, per sua natura, di sapere che ci sia qualcuno che si prenda “cura” di lui, e con questo, non voglio essere frainteso, né tantomeno insinuare in qualcuno il dubbio che il mio sia un lavoro di volontariato. Voglio solo dire che, per tutti i nostri clienti abbiamo un “occhio di riguardo”, perché teniamo conto di tutte le loro esigenze e necessità, andando al di là del mero “scambio economico”.

Già con l’esperienza avuta lo scorso anno durante la fiera di Sant’Alessandro, ho avuto modo di cambiare la vision che fino a quel momento avevo avuto sul mio lavoro. L’esperienza di quest’anno, non ha fatto altro che validarla! Vedere operatori del mondo agricolo, rivenditori di macchine agricole o curiosi che si fermavano nel nostro stand, che si occupava, ovviamente, di promuovere e dare informazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è, per me, motivo di orgoglio.

Chiaramente, trattandosi di una fiera incentrata sul mondo agricolo, le domande e le richieste si sono focalizzate sui corsi di formazione relativamente all’uso di macchine e attrezzature agricole, così come previsto all’art. 73 del Testo Unico.

Moltissime sono state le adesioni, moltissime le domande, moltissime le persone…

Veder fare le file davanti all’aula mobile della Fondazione, mi ha, impressionato e stupito allo stesso tempo, perché non pensavo potesse suscitare tutta quella curiosità. L’innovazione e il rendersi unici per i clienti, sono ingredienti che fanno della Fondazione Assosafe IL NETWORK, e non uno qualsiasi, in grado di offrire un ventaglio di scelte, possibilità, e servizi UNICO NEL SUO GENERE.

Diventare ogni giorno un punto di riferimento per i nostri clienti, rimanendo quello che si è e lavorando sodo, è la sfida che ogni giorno affronto con i miei collaboratori.

Non so rispondere a tutte le domande dei miei clienti, non so leggere nel loro pensiero, ma sono in grado di comprenderne le necessità, anche se a volte sono inespresse.

Sono in grado di capire il loro punto di vista, riesco a mettermi nei loro panni …. Non sono super poteri, sono capacità che ogni giorno mi danno il più grande premio cui potrei mai ambire: la fiducia dei miei clienti.

E non è stando dall’altra parte della scrivania che si può fare tutto ciò, ma seminando e prendendosi cura del terreno che decidi di coltivare, con pazienza. Perché, se è vero che all’interno di un buon seme c’è sempre un buon frutto, allora il raccolto è garantito.

 

 

 

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