lunedì, dicembre 11, 2017
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Hilton, la formazione presso un hotel della famosa catena

A cura di Eleonora Cazzin – Docente Abilitato Centro di Formazione Michelangelo ST. S.r.l.

A LUGLIO UNA DOCENTE ABILITATA ASSO.SAFE HA TENUTO UN CORSO DI FORMAZIONE RIGUARDANTE L’IGIENE ALIMENTARE IN UN IMP’ORTANTE HOTEL IN PROVINCIA DI VENEZIA

Nel mese di luglio 2017, insieme ad altri colleghi, sono stata convocata come formatrice per conto del centro convenzionato della Fondazione Asso.Safe Michelangelo ST. S.r.l. presso l’Hotel Hilton di Mogliano Veneto (TV), per tenere delle giornate formative in ambito di sicurezza sul lavoro.

A me in particolare è stato assegnato il compito di formare il personale dell’hotel in materia di sicurezza e igiene alimentare; altri colleghi, invece, si sono occupati di formare il medesimo personale in materia di sicurezza generale sul lavoro, primo soccorso e antincendio e prevenzione delle emergenze.

Ad ogni sessione formativa hanno partecipato dai 10 ai 20 discenti, con età varie, in media intorno ai 35 anni, molto partecipativi soprattutto durante le sessioni formative che prevedevano anche una parte pratica.

“…Il rischio maggiore era quello di annoiare la classe, soprattutto durante l’esposizione teorica, resa obbligatoria dalla normativa. Noi formatori, fortunatamente, anche grazie alla classe che avevamo di fronte, siamo stati facilitati nel compito…”

Il rischio maggiore era quello di annoiare la classe, soprattutto durante l’esposizione teorica, resa obbligatoria dalla normativa. Noi formatori, fortunatamente, anche grazie alla classe che avevamo di fronte, siamo stati facilitati nel compito dalla partecipazione dei discenti, ragion per cui le giornate formative sono risultate molto proficue per entrambe le parti.

Ciò che più ci premeva era attrarre l’attenzione della classe e fare in modo che almeno le basi di ciò che veniva detto fossero captate e assimilate da ogni persona: questo, a mio avviso, dovrebbe essere lo scopo principe di ogni sessione formativa.

Per quanto mi riguarda, ciò che conta non è imparare a memoria ogni singolo articolo di legge o metodologia pratica, bensì acquisire le nozioni basilari per poter agire in ogni situazione, sia essa di emergenza o no.

L’insegnamento è efficace se nella mente dell’individuo sorge la domanda “se faccio così, è sicuro per me e per gli altri?”, e se a ciò segue l’individuazione del comportamento corretto.

“…ci siamo dedicati ad analizzare un documento redatto dal RSPP dell’hotel, in cui era stato descritto un sopralluogo effettuato nella cucina. In esso erano state individuate delle non conformità, le quali, a seguito della sessione formativa effettuata in precedenza…”

Come sopra detto, io mi sono occupata della formazione del personale dell’hotel che viene quotidianamente a contatto con gli alimenti, ovvero i cuochi, i camerieri e gli addetti alla preparazione del buffet.

La mia classe era costituita da 7 discenti, con varie mansioni. La lezione era suddivisa in varie parti: una minima parte normativa in materia di sicurezza alimentare, una parte generica sui tipi di alimenti, una parte inerente tutte le vie di trasmissione delle malattie alimentari e delle cause (descrivendo anche alcuni esempi di tossinfenzioni alimentari e dei patogeni causa di esse), e infine una parte dedicata alla conservazione degli alimenti.

A seguito di questa parte descrittiva generica, ci siamo dedicati ad analizzare un documento redatto dal RSPP dell’hotel, in cui era stato descritto un sopralluogo effettuato nella cucina. In esso erano state individuate delle non conformità, le quali, a seguito della sessione formativa effettuata in precedenza, sono state analizzate e corrette dagli stessi discenti.

“…che ciò che dovrebbe essere applicato sul luogo di lavoro, per tutelare la sicurezza degli avventori, dovrebbe essere applicato anche in contesto domestico, per poter tutelare la sicurezza della propria famiglia nonché della propria persona…”

Tali argomenti hanno attirato notevolmente l’attenzione, dal momento che ciò che dovrebbe essere applicato sul luogo di lavoro, per tutelare la sicurezza degli avventori, dovrebbe essere applicato anche in contesto domestico, per poter tutelare la sicurezza della propria famiglia nonché della propria persona.

“…una volta spiegate le conseguenze di un comportamento piuttosto che di un altro, lo scetticismo lasciava il posto alla consapevolezza che, effettivamente, certi comportamenti andavano adottati anche se a prima vista complessi…”

È stato interessante notare come ad ogni “punto critico” di sicurezza e igiene obbligatorio dalla norma, seguivano esclamazioni di sufficienza che esprimevano tutte lo stesso concetto: “se devo fare anche questo non cucino più e i tempi si dilungano! Non ho tempo di fare anche questo!”. Tuttavia, una volta spiegate le conseguenze di un comportamento piuttosto che di un altro, lo scetticismo lasciava il posto alla consapevolezza che, effettivamente, certi comportamenti andavano adottati anche se a prima vista complessi, mentre altri andavano evitati. Seguendo ragionamenti causa-effetto, i discenti erano portati a comprendere che agire in un certo modo poteva aumentare o diminuire la qualità del servizio, la cui conseguenza era la soddisfazione o meno della clientela.

La scelta quindi sta a chi agisce: pur non avendo ben chiare tutte le procedure da attuare, ogni discente può comunque applicare il ragionamento sopra descritto, ed agire di conseguenza.

A ciò dovrebbero servire le sessioni formative: portare il discente a ragionare sul fatto che ad ogni azione segue un effetto, e quindi a determinare in autonomia se sia il caso di agire in quel determinato modo o cambiare modalità.

Per quanto mi riguarda, tale sessione formativa è stata utile per la mia esperienza come formatrice, dal momento che mi sono confrontata con persone con maggiore esperienza di me in altri campi. Come io ho imparato da loro, così spero di aver trasmesso loro nozioni utili nell’ambiente lavorativo e quotidiano.

 

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