lunedì, dicembre 11, 2017
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BitCoin, dalla rete la nuova frontiera dell’economia monetaria

A cura di Alberto Faggionato – Responsabile Informatico Fondazione Asso.Safe

STA ENTRANDO NEL DIZIONARIO COMUNE IL TERMINE BITCOIN, SCOPRIAMO DI COSA SI TRATTA E CHE FUTURO HA LA PIU’ FAMOSA DELLE CRYPTOVALUTE.

BitCoin è una parola che negli ultimi mesi è ricorsa spesso anche sui mass media più importanti. La sua notorietà è nata a seguito di alcuni attacchi informatici di cui abbiamo già parlato nei numeri precedenti e che richiedevano un riscatto pagabile esclusivamente attraverso l’utilizzo dei BitCoin, una moneta elettronica ormai nota al grande pubblico (anche se non l’unica in circolazione).

Chi da molti anni frequenta il web avrà sentito parlare molte volte di questa moneta senza però capirne bene il meccanismo di funzionamento. A differenza delle monete tradizionali infatti il bitcoin non viene “creato” da una banca centrale che quindi può stabilirne valore e inflazione bensì viene generato da un sistema decentrato dove chiunque fornisca “potenza di calcolo” al sistema, rendendo disponibile il proprio computer all’esecuzione dei calcoli necessari per eseguire le numerosissime operazioni di scambio di valuta, ottiene in cambio un certo numero di bitcoin (o frazioni di bitcoin).

“…A differenza delle monete tradizionali infatti il bitcoin non viene creato da una banca centrale che quindi può stabilirne valore e inflazione bensì viene generato da un sistema decentrato…”

Ma per capire questo concetto è fondamentale capire come viene generata questa moneta. Per permettere il corretto funzionamento è necessario utilizzare un software il quale contiene al suo interno tutte le transazioni avvenute fino a quel momento attraverso un database chiamato Blockchain. Quando uno degli appartenenti alla rete convalida la transazione in automatico lo comunica a tutti gli altri “nodi” confermando quindi che il passaggio di denaro può avvenire. Il tempo medio per questa operazione è di circa 10 minuti Essendo gli scambi di denaro estremamente numerosi il database diventa sempre più ampio e complesso e ricostruire il percorso di ogni singolo bitcoin richiede operazioni di calcolo sempre più difficili.

In pratica ad ogni operazione viene fornita una “chiave” univoca sia per il compratore che per chi vende. Il sistema verificherà attraverso il database che la transazione è avvenuta correttamente ricostruendo di fatto il percorso di ogni singolo bitcoin all’interno della rete. Ovviamente più aumentano le transazioni e maggiore è la difficoltà di portare a termine questo calcolo. In cambio della potenza offerta da chi decide di rendere disponibile il proprio PC viene elargito un certo numero di bitcoin in base alle operazioni effettuate. Questa ricompensa è inversamente proporzionale alla creazione di bitcoin che, in base all’algoritmo creato per questa moneta digitale, ha un limite di 21 miliardi circa. Raggiunta questa somma i bitcoin non verranno più generati e l’offerta di moneta rimarrà stabile. Si stima che questo traguardo verrà raggiunto nel 2100 nonostante ad oggi i bitcoin in circolazione si aggirano già intorno ai 16 miliardi ma proprio per il meccanismo remunerativo inversamente proporzionale il loro aumento è destinato a diminuire sempre di più. Infatti se inizialmente per ottenere bitcoin attraverso questo metodo era sufficiente un computer di fascia media e la ricompensa era molto elevata ad oggi invece anche computer molto potenti, se non inseriti all’interno di una rete con altri sistemi, non sono in grado di ottenere risultati sufficienti per un guadagno. A questo scopo stanno nascendo i primi computer creati appositamente per effettuare queste operazioni, con processori e schede grafiche ottimizzate per questo scopo.

Il principale problema per la generazione di bitcoin nasce proprio dalla difficoltà dei calcoli necessari affinché una transazione venga validata. Per ovviare a queste difficoltà sempre più persone creano delle reti per eseguire questi calcoli mettendo in connessione più computer dedicati al cosiddetto mining (estrazione) per potere quindi ottenere un guadagno sufficiente. Utilizzando infatti un computer di media potenza si possono generare, in una settimana di lavoro costante, l’equivalente di circa 13-14 centesimi di euro. Per realizzare dei guadagni soddisfacenti è quindi necessario creare dei cosiddetti Pool con altre persone in maniera tale da aumentare esponenzialmente la capacità di calcolo e portare il guadagno a cifre ben più interessanti.

Dal punto di vista puramente economico invece il bitcoin è in tutto e per tutto una moneta che ad oggi viene scambiata regolarmente sia per acquistare oggetti reali o servizi sia per essere convertita in denaro tradizionale. Se poi si considera che alla sua nascita (2009) il valore dei bitcoin era di qualche dollaro mentre adesso si attesta intorno ai 2.500 dollari si intuisce come esso stia interessando sia i privati cittadini ma anche i sistemi più tradizionali di scambio di denaro come le banche.

Quindi posso diventare ricco acquistando bitcoin ora e rivendendoli tra qualche mese? Ipoteticamente questa cosa è possibile. Se si considera che il valore del bitcoin da ottobre del 2016 a maggio del 2017 è praticamente quadruplicato chi avesse investito 600 dollari (il costo di un bitcoin ad ottobre) ad oggi ne sarebbe in possesso di circa 2500. Un bel rendimento, in pratica si tratta di un “interesse” ottenuto del 400% in soli 6 mesi.

Ma il limite di questo sistema nasce dalla sua grande volatilità. In questa fase infatti il prezzo del bitcoin è in una fase di crescita esponenziale ma in passato molti sono stati i deflazionamenti con variazioni che in un giorno possono raggiungere anche il 20% essendo questa moneta dipendente soprattutto dalla “fiducia” che gli utenti hanno nel suo utilizzo. Infatti la moneta stessa è valida finché le persone saranno in grado di utilizzarla per l’acquisto di beni e servizi e gli eventuali venditori abbiano la certezza di poterla riutilizzare con il medesimo scopo. Inoltre la difficoltà nel realizzare un vero guadagno con i bitcoin è legato alla non sempre facile conversione in moneta reale. Infatti per ottenere un guadagno economico è necessario “vendere” la moneta direttamente a chi può essere interessato al suo acquisto (in un sistema che potrebbe essere paragonato alla vendita di azioni di una società non quotata in borsa) e spesso per riuscire a vendere il bitcoin dev’essere molto svalutato da parte del venditore rispetto al suo valore quotato ufficialmente. Ad oggi, con il bitcoin che ha raggiunto un valore di 2500 dollari la cifra consigliata per la vendita, nei siti dedicati alla compravendita di monete virtuali, è di 1400 dollari quindi se acquistaste la moneta al cambio di riferimento e la rivendeste immediatamente perdereste quasi il 50% del valore investito. Inoltre la vendita ad un terzo non è semplice e richiede molte precauzioni poiché nessuna transazione con moneta virtuale può essere rimborsata una volta effettuata. In un certo senso anche nella sua compravendita il bitcoin necessita di un requisito fondamentale: la fiducia.

“…Ad oggi il bitcoin è in una fase di crescita che sembra quasi inarrestabile…”

Quale futuro per questo tipo di valuta? Ad oggi il bitcoin è in una fase di crescita che sembra quasi inarrestabile. L’interesse da parte dei grandi operatori finanziari ma anche di grandi catene di distribuzione online ne hanno consolidato la base (considerando anche che il bitcoin è solo una delle tante monete elettroniche attualmente sul mercato anche se la più forte e solida). A scapito della solidità attuale i rischi di un crollo del suo valore in pochi giorni o settimane non è prevedibile ma è assolutamente possibile. Ad esempio la chiusura di uno dei più importanti siti del Deep Web, Silkroad, che sfruttava come metodo di pagamento proprio la cryptomoneta bitcoin, ha dimezzato in pochi giorni il valore della moneta stessa minandone la solidità (che poi è riuscita rapidamente a recuperare valore come abbiamo visto). Casi come il precedente possono ancora verificarsi oltre a possibili attacchi frontali da parte dei governi nazionali oppure delle grandi organizzazioni economiche che ad un certo punto potrebbero voler minare questo sistema economico alternativo. Inoltre le banche centrali hanno accettato il bitcoin come una moneta legale paragonandola nel trattamento a qualsiasi altra moneta straniera ma se un giorno dovessero sfiduciarla finirebbe per perdere molta della sua credibilità e di conseguenza del suo valore.

L’unica certezza che oggi abbiamo è che il sistema dei BitCoin risponde ad un’esigenza figlia anche della crisi economica che ha colpito il mondo dal 2008 ad oggi: la libertà da intermediari finanziari. Così come si è cercato di creare dei sistemi creditizi indipendenti delle banche (vedi il crowfounding, la raccolta di finanziamenti attraverso internet) si sta cercando ora di creare delle economie alternative indipendenti sia dalle banche stesse sia dai sistemi nazionali. Non sappiamo quindi se il bitcoin sarà il futuro ma sappiamo che il sistema creditizio è in evoluzione e le monete elettroniche ne sono una logica conseguenza che prima o poi p’otrebbe entrere a far parte del nostro quotidiano.

 

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