giovedì, settembre 21, 2017
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Il settore antincendio oggi in Italia

A cura di Natale Mozzanica – Presidente di Uman

LA CAPILLARITA’ DEL SISTEMA DI TUTELA ANTINCENDIO IMPONE UNA REGOLARIZZAZIONE GIA’ PRESENTE IN MOLTI STATI EUROPEI.

Essere impresa “specializzata” nella costruzione e nella manutenzione degli impianti antincendio, significa essere in possesso delle conoscenze e della tecnologia specifica, che consentono di installare impianti antincendio a regola d’arte, seguendo un progetto, le vigenti normative e le regolamentazioni tecniche applicabili.

Le aziende associate “UMAN”, che realizzano impianti antincendio e effettuano operazioni di manutenzione, hanno al loro interno conoscenze e professionalità tali, che le consentono di affrontare con competenza la costruzione e la manutenzione di un qualsiasi impianto nel pieno rispetto della regola dell’arte, dalla norma tecnica e della legislazione vigente .

UMAN è l’Associazione di riferimento del settore, in seno ad ANIMA, che racchiude le attività della meccanica, nell’ambito di Confindustria.

“…Con il Decreto 3 Agosto 2015, più noto come Codice di Prevenzione Incendi, il Legislatore ha per la prima volta posto l’accento su di un concetto molto attuale (…) quale la Gestione della sicurezza antincendio…”

Con il Decreto 3 Agosto 2015, più noto come Codice di Prevenzione Incendi, il Legislatore ha per la prima volta posto l’accento su di un concetto molto attuale – seppur inusuale per la realtà italiana – quale la “Gestione della sicurezza antincendio”, intesa come quell’insieme di misure organizzative e gestionali atte a garantire, nel tempo, un adeguato livello di sicurezza dell’attività protetta, in caso di incendio.

Parlare di gestione della sicurezza antincendio significa andare a considerare l’insieme delle misure di prevenzione e protezione per tutto lo sviluppo della vita dell’attività in esame, in maniera dinamica, dalla realizzazione all’esercizio: l’attenzione del Titolare dell’attività e della sua organizzazione non si deve più focalizzare solo sulla struttura e sui concetti statici di contenimento del rischio, definiti nel progetto iniziale approvato dai VVF – tipici dell’approccio prescrittivo – ma deve rivolgersi anche alla pianificazione e mantenimento di tutte quelle attività necessarie alla conservazione nel tempo dei livelli di sicurezza caratterizzanti il ‘punto 0’ dell’attività, tanto più che queste attività saranno oggetto di verifica da parte dei Professionisti Antincendio degli Asseveratori e degli Enti di controllo.

Il decreto del 03 agosto 2015, se di contro inaugura una nuova stagione con l’avvio della Gestione della sicurezza antincendio, nulla dice sui riconoscimenti che devono avere: l’Azienda Specializzata e il Tecnico Manutentore.

Infatti, mentre in molti Paesi (vedi nord America, Svizzera e Europa centro/nord ovest) l’esercizio di queste due importanti attività è soggetto a riconoscimenti specifici di carattere legislativo o volontario (equivalente a obbligatorio, perché gli incarichi di lavoro sono conferiti solo se in possesso dei riconoscimenti), il Legislatore italiano, fino a ora, nulla ha fatto per tutelare il Committente e per definire i requisiti che il Tecnico Manutentore e l’Azienda Antincendio Specializzata devono avere.

Le abilitazioni rilasciate dalle Camere di Commercio, necessarie per le manutenzioni straordinarie nelle attività previste dal Decreto del 22 gennaio 2008 n. 37 del Ministero dello Sviluppo Economico, non sono richieste per le manutenzioni ordinarie (vedi art. 8 e 10 dello stesso Decreto) e questo nonostante la delicatezza e l’importanza dei rischi che la Gestione della Sicurezza Antincendio dovrebbe tutelare.

UMAN ha evidenziato questo problema nella prima riunione della Commissione di Protezione Attiva UNI del 2016 e ha trovato la piena adesione del Rappresentante del Ministero dell’Interno per la definizione a livello UNI della figura del Tecnico Manutentore, mentre si dovrà procedere con i Ministeri competenti per i riconoscimenti delle Aziende Antincendio Specializzate, per i quali UNI non ha titolo in materia.

“…lo sviluppo di sinergie e di collaborazioni in maniera strutturata a programmatica è qualcosa che a livello di filiera antincendio non ha ancora preso così piede ma sarà imprescindibile…”

Guardando al nostro settore, caratterizzato da una elevata capillarizzazione sul territorio è fondamentale che prendano sempre più piede dei momenti di incontro tra gli operatori.

Non dobbiamo poi dimenticare di come è e sarà sempre più necessario stringere i rapporti con gli altri attori dell’antincendio: lo sviluppo di sinergie e di collaborazioni in maniera strutturata a programmatica è qualcosa che a livello di filiera antincendio non ha ancora preso così piede ma sarà imprescindibile.

Per ovviare a ciò UMAN ha messo in campo numerose iniziative, tra cui alcune di particolare interesse:

  • Il Sicurtech Village: un’importantissima mostra convegno itinerante, che da cinque anni sta toccando le maggiori città italiane per un dialogo tra Produttori, Professionisti e Enti di controllo sulla tematica specifica dei sistemi di spegnimento.
  • Il protocollo d’intesa per la Certificazione delle Aziende che erogano servizi di manutenzione, studiato con ICIM (Ente di certificazione italiano) sugli standard che le Aziende Specializzate utilizzano nei Paesi europei, e meglio conosciuto come “La manutenzione certificata da Ente terzo”.
  • La gestione dei rifiuti da manutenzione.
  • I percorsi formativi per la preparazione dei Tecnici di Manutenzione con certificazione dei vari percorsi da parte di Ente terzo o da Accredia se previsto da normativa tecnica vigente.
  • Gli accordi di formazione dei Professionisti intrapresi con L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano.

Il 31.01.2017 la Federazione Anima e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nella figura del suo massimo dirigente Ing. Gioacchino Giomi, hanno firmato un accordo di collaborazione tra le parti.

Tra gli obiettivi della firma la promozione della cultura della sicurezza e lo sviluppo di attività e di progetti volti alla prevenzione degli incidenti oltre alla diffusione di buone pratiche con carattere tecnico, organizzativo e formativo, coerenti alle evoluzioni normative e alle nuove modalità di organizzazione del lavoro.

Il Legislatore non deve dimenticare che l’Antincendio è il Mercato per eccellenza del “bene non goduto”, e per renderlo efficiente bastano poche regole, ma chiare, come esistono nei Paesi dove i controlli sulle Aziende Specializzate sono attivi; applicate queste regole, la moralizzazione del Mercato sarà consequenziale.

Non ci si può nascondere, come oggi avviene, dietro la necessità di garantire più posti di lavoro, dimenticando che la vera sicurezza non può essere che selettiva.

Nei Paesi con regole chiare la “medaglia” è a due facce: da una parte vi è la “flessibilità operativa” che la forte specializzazione consente, dall’altra vi è invece la certezza di riscontro sui lavori eseguiti.

Chi opera all’estero, nei Paesi citati, sa che deve sottoporsi a verifiche iniziali e periodiche da parte di Enti di controllo pubblici o Internazionalmente riconosciuti, che entrano nel merito di:

  • struttura organizzativa;
  • modalità operative;
  • dotazioni specifiche necessarie al corretto svolgimento dei lavori;
  • preparazione dei tecnici;
  • verifica dei lavori svolti;

rilasciando certificazioni o attestazioni di Ente Terzo senza le quali l’Azienda Antincendio Specializzata non può lavorare; chiaramente la perdita delle autorizzazioni, ha come conseguenza il blocco di tutte le attività.

Gli obiettivi del Decreto del 3 agosto 2015 non possono essere attuati senza il riconoscimento delle Aziende Specializzate e delle figure professionali che con esse operano.

Premesso che ogni norma UNI, pur essendo ufficialmente considerata “stato dell’arte”, ha sempre “carattere volontario”, vista l’importanza che UMAN ripone nella figura professionale del manutentore, sono già stati messi in campo 5 percorsi formativi con ICIM, propedeutici alla certificazione di Ente Terzo della figura professionale di:

  • Tecnico manutentore di estintori d’incendio.
  • Tecnico manutentore di reti idranti antincendio.
  • Tecnico manutentore di chiusure tagliafuoco.
  • Tecnico manutentore di sistemi ENFC.
  • Tecnico manutentore di stazioni di pompaggio.

Sono state definite quattro “figure professionali” rientranti nei percorsi di riconoscimento di ACCREDIA (Ente italiano di accreditamento) nell’ambito di due norme tecniche e precisamente:

  • Norma UNI 9994-2: Tecnico manutentore di estintori d’incendio e Tecnico manutentore di estintori d’incendio senior.
  • Norma UNI 11473-3: Tecnico installatore di porte resistenti l fuoco e Tecnico manutentore di porte resistenti al fuoco.

La necessità di avere “tecnici competenti e qualificati” non è un bisogno di oggi, è un’esigenza che le Aziende più innovative e sensibili (associate e non associate a UMAN) hanno sempre ricercato.

“…Tutelare il Committente significa aiutarlo a capire la complessità e la molteplicità degli aspetti tecnico-gestionali che sottintendono al servizio di manutenzione antincendio…”

Il lungo percorso intrapreso e la grande azione di comunicazione rivolta al Mercato, oggi fa si che sia quasi normale che il Committente richieda che il Tecnico Manutentore disponga di riconoscimenti sulla sua professione certificati da Ente Terzo o da ACCREDIA ove previsto.

Uman ricerca la Certificazione delle Aziende Specializzate su cui devono essere innestate le figure professionali abilitate e su quest’obiettivo poggia la “Manutenzione certificata da Ente Terzo”, a garanzia dell’Azienda di Manutenzione e a tutela del Committente, che si ispira alle esperienze europee.

Tutelare il Committente significa aiutarlo a capire la complessità e la molteplicità degli aspetti tecnico-gestionali che sottintendono al servizio di manutenzione antincendio; aspetti che vanno oltre quel semplice numero che chiamiamo “costo del servizio”.

Nel momento in cui un Committente si appresta a scegliere un’Azienda di Manutenzione dovrebbe porsi tutta una serie di domande:

  • Questa Azienda come opera?
  • Come è organizzata?
  • E’ dotata di idonee procedure?
  • Ha tecnici preparati?
  • Ha attrezzature idonee?
  • Come tratta il materiale di risulta derivato dagli interventi di manutenzione?
  • Ha certificazioni specifiche nazionali o internazionali?

Lo schema certificativo, che oggi regolamenta la manutenzione degli estintori, degli idranti e delle porte tagliafuoco (riferito alle norme tecniche UNI e UNI EN vigenti), ampliabile agli impianti, che ha consentito la certificazione dell’attività di diverse Aziende di Manutenzione Specializzate, è operativo da quasi due anni.

Il concetto di base del protocollo è molto semplice.

Oltre alle attrezzature per l’erogazione del servizio, all’adeguatezza delle procedure operative, alla gestione dei ricambi, alla verifica dello smaltimento dei rifiuti generati dai servizi di manutenzione, ai documenti rilasciati, alle registrazioni, alla tracciabilità degli interventi, la verifica entra nel merito di un elemento fondamentale della manutenzione, che scardina la “manutenzione virtuale”, ovvero: il bilancio tra quanto acquistato, quanto venduto e quanto smaltito.

Con questo importantissimo strumento di tutela, i Committenti possono pesare il grado di efficienza e correttezza dell’Azienda di Manutenzione che intendono ingaggiare, investendo in modo sicuro le proprie risorse finanziarie.

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