lunedì, dicembre 11, 2017
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Cosa cambia nel nuovo accordo stato regioni

A cura di Simone Ascolese – Responsabile della Redazione Documenti Fondazione Asso.Safe

IL D.LGS. 81/08 SUBISCE LA PIU’ IMPORTANTE RIFORMA DA QUANDO E’ NATO. SCOPRIAMO LE MODIFICHE E LE NOVITA’ PREVISTE DAL NUOVO ACCORDO

Il mondo del lavoro, dal 7 luglio scorso, è stato “scosso” dal nuovo Accordo raggiunto nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni che, dal 5 settembre 2016, va ad abrogare e sostituire completamente il precedente del 26 gennaio 2006. Il nuovo testo, contraddittorio e lacunoso sotto alcuni punti di vista, “rivoluzionario” sotto altri, ma frutto di una necessaria revisione della materia dopo circa dieci anni dall’accordo abrogato, è fondamentalmente incentrato sulla disciplina dei requisiti della formazione per responsabili ed addetti dei servizi di prevenzione e protezione, previsti dall’art. 32, comma 2, del D. Lgs. n. 81/2008. L’accordo, infatti, pur avendo come argomento principale la Formazione degli RSPP ed ASPP; ha una valenza trasversale in quanto modifica anche altri accordi in materia di formazione generale, formazione specifica, requisiti dei docenti, formazione a distanza ecc. Di seguito analizziamo l’Accordo procedendo punto per punto.

Percorsi formativi per RSPP ed ASPP

L’Allegato A dell’Accordo si apre con l’elencazione dei requisiti della formazione per responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione; la disposizione subordina lo svolgimento di tali funzioni al possesso di due requisiti fondamentali: l’aver conseguito un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore; aver ricevuto un attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative (in merito ai corsi appena richiamati, va detto che vi è stato un ampliamento della lista delle lauree che si considerano titolo di studio esonerante per la frequenza dei corsi medesimi).

“…L’accordo, infatti, pur avendo come argomento principale la Formazione degli RSPP ed ASPP; ha una valenza trasversale in quanto modifica anche altri accordi in materia di formazione generale, formazione specifica, requisiti dei docenti, formazione a distanza ecc…”

Soggetti formatori e docenti abilitati ad erogare

aulaA seguire, l’accordo individua i soggetti formatori dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento. Stabilendo soprattutto i requisiti che i docenti abilitati devono possedere per poter erogare la formazione, che sono quelli previsti dal decreto interministeriale 6 marzo 2013, emanato in attuazione dell’articolo 6, comma 8, lettera m – bis, del d.lgs 81/08.

La qualifica riguarda tutti i docenti coinvolti. In precedenza, tale requisito era previsto solo per la formazione generale, specifica, per i dirigenti ed i preposti; ora è estesa a tutte le materie riguardanti la sicurezza del lavoro tranne primo soccorso ed antincendio.

Il percorso formativo per responsabili e addetti dei servizi di prevenzione e protezione

In merito ai corsi, il nuovo testo mantiene la struttura dei tre moduli A, B e C, ma introduce una nuova articolazione del percorso formativo per RSPP e ASPP: per quanto riguarda il modulo A (corso base propedeutico ed obbligatorio per accedere ai successivi B e C), di durata pari a 28 ore, escluse le verifiche di apprendimento finali, viene prevista la possibilità di ricorrere alla modalità di formazione e-learning, secondo quanto disposto dall’allegato II del nuovo accordo.

“…Tra le novità che destano maggiori perplessità menzioniamo le modalità di aggiornamento previste dal nuovo testo. Infatti, confermato il quinquennio quale periodo per completare e svolgere il medesimo, saltano agli occhi la mancata previsione di un periodo di aggiornamento per i moduli B di specializzazione…”

In merito al modulo B, previsto per chi vuole assumere le funzioni di addetto o responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi e sui rischi, va detto che i molteplici sotto moduli previsti all’interno del precedente testo vengono sostituiti da un modulo comune ed esaustivo per tutti i settori produttivi, della durata di 48 ore. Fanno eccezione solo quattro settori, per i quali sono previsti i moduli di specializzazione da frequentare in aggiunta al modulo B ordinario innanzi detto (Modulo B-SP1: Agricoltura, silvicoltura e pesca 12-ore; Modulo B-SP2: Estrazione di minerali da cave e miniere, costruzioni-16 ore; Modulo B-SP3: Sanità residenziale-12 ore; Modulo B-SP4: Chimico, petrolchimico-16 ore).

Per quanto riguarda, infine, il modulo C, corso di specializzazione previsto per le sole funzioni di RSPP, della durata complessiva di 24 ore, l’unica novità sostanziale viene dall’articolazione dei corsi in unità didattiche di durata prestabilita (come per gli altri due moduli). Va specificato che dalla durata dei vari moduli sono da escludere i tempi necessari per lo svolgimento delle verifiche di apprendimento finali.

“…Una delle novità principali di questo nuovo accordo viene proprio dall’aver escluso dalle ore di formazione quelle utilizzate per svolgere le verifiche di apprendimento…”

Valutazione degli apprendimenti

Una delle novità principali di questo nuovo accordo viene proprio dall’aver escluso dalle ore di formazione quelle utilizzate per svolgere le verifiche di apprendimento, aumentando così il tempo dedicato ai corsi. La materia, però, in questo caso, sembra disciplinata in maniera ben più dettagliata che in precedenza, anche se in realtà non poca autonomia viene lasciata ai docenti formatori ed ai responsabili dei progetti formativi.

Aggiornamento

Tra le novità che destano maggiori perplessità menzioniamo le modalità di aggiornamento previste dal nuovo testo. Infatti, confermato il quinquennio quale periodo per completare e svolgere il medesimo, saltano agli occhi la mancata previsione di un periodo di aggiornamento per i moduli B di specializzazione, la possibilità di effettuare la formazione tutta in modalità e-learning e quella di sostituire le ore da dedicare all’aggiornamento previsto per le figure di RSPP ed ASPP con convegni o seminari, anche se solo per un massimo di ore pari al 50% di quelle complessivamente previste (fissate rispettivamente in 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP). Va, inoltre, aggiunto che, mentre nel precedente Accordo era previsto un numero massimo di partecipanti a convegni o seminari pari a 100, nel nuovo Testo non vi è più alcun limite o numero massimo di partecipanti ma è solo resa obbligatoria la tenuta di un registro presenze.

“…mentre nel precedente Accordo era previsto un numero massimo di partecipanti a convegni o seminari pari a 100, nel nuovo Testo non vi è più alcun limite o numero massimo di partecipanti ma è solo resa obbligatoria la tenuta di un registro presenze…”

Formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro

Il nuovo Accordo interviene anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, integrando e correggendo la materia e dando alcune specifiche di fondamentale importanza. Al punto 12.2 dell’Accordo, infatti, viene detto che un datore di lavoro, la cui attività rientra nei macrosettori Ateco a rischio medio/alto, può partecipare al modulo di formazione per datore di lavoro – RSPP rischio basso se tutti i lavoratori impiegati presso la sua azienda svolgono esclusivamente mansioni appartenenti ad un livello di rischio basso; se però tale condizione muta, lo stesso datore di lavoro deve necessariamente integrare la formazione (in numero di ore e contenuti) avendo riguardo delle nuove condizioni di rischio presenti in azienda. Allo stesso modo, un datore di lavoro – RSPP che ha effettuato una formazione rischio basso in quanto la sua attività, da previsione Ateco, risulta inserita tra quelle a rischio basso, deve integrare la sua formazione nel caso in cui, successivamente, all’interno della propria azienda, i lavoratori svolgono attività appartenenti ad un livello di rischio medio o alto.

Modalità e-learning

Premesso che nel nuovo Accordo vi è l’obbligo di erogare i corsi di formazione antincendio, primo soccorso e RLS in modalità frontale, vietando il ricorso all’e-learning e alla fad, al punto 12.7, per i lavoratori di aziende che rientrano tra quelle con un codice Ateco inserito nel rischio basso, è prevista la possibilità di svolgere la formazione generale interamente secondo la modalità e-learning, “a condizione che i discenti abbiano possibilità di accesso alle tecnologie impiegate, familiarità con l’uso del computer e buona conoscenza della lingua utilizzata”.

“…nel nuovo Accordo vi è l’obbligo di erogare i corsi di formazione antincendio, primo soccorso e RLS in modalità frontale, vietando il ricorso all’e-learning e alla fad…”

Tale possibilità è prevista anche per la formazione specifica dei lavoratori che, a prescindere dal settore di appartenenza, non svolgono mansioni che comportino, nemmeno in maniera saltuaria, la loro presenza nei reparti produttivi.

Con ciò l’Accordo vuol chiarirci che un impiegato amministrativo che non si interessa direttamente della produzione può effettuare la sua formazione specifica in modalità e-learning in quanto il rischio relativo alla sua mansione è basso.

Discorso diverso va fatto per un lavoratore che svolge le proprie mansioni presso un’azienda con Ateco rientrante nel rischio basso ma che incorre in rischi di valore medio o alto. In tale ultimo caso, infatti, la formazione specifica per i lavoratori va riferita solo ed esclusivamente alla mansione svolta e deve essere erogata facendo riferimento agli aspetti specifici scaturiti dalla valutazione dei rischi.

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Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori (Art. 73, co. 5, D. Lgs. 81/08

Il nuovo Testo va a risolvere anche alcuni dubbi di interpretazione e va a precisare alcuni punti controversi affrontati nell’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 e, precisamente nell’Allegato A del su richiamato testo normativo. Tale allegato, intitolato “Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori”, previsto dal comma 5 dell’articolo 73 del D.lgs. 81/08, riguarda l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori (In base all’accordo del febbraio 2012, le attrezzature per le quali è necessaria l’abilitazione degli operatori sono le piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE), le gru a torre, la gru mobile, la gru per autocarro, i carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, i trattori agricoli o forestali, le macchine movimento terra e le pompe per calcestruzzo), nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione.

La questione interpretativa controversa, ora risolta, era legata al riconoscimento della formazione pregressa, prevista dal punto 9 dell’Accordo del 2012, intitolato, appunto, “Riconoscimento della formazione pregressa”. Tale punto distingue i corsi in tre categorie differenti:

a) corsi di formazione della durata complessiva non inferiore a quella prevista dagli allegati, composti di modulo teorico, modulo pratico e verifica finale dell’apprendimento;

b)corsi composti da modulo teorico, modulo pratico e verifica finale d’apprendimento, di durata complessiva inferiore a quella prevista dagli allegati, da integrare con modulo di aggiornamento entro quattro mesi dall’accordo;

c) corsi di qualsiasi durata non completati da verifica finale di apprendimento a condizione che entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore dell’Accordo del 2012 siano stati integrati con il modulo di aggiornamento e verifica finale di apprendimento.

Il nodo era legato alla data dalla quale decorrono i cinque anni trascorsi i quali effettuare i corsi di aggiornamento. Il problema è stato risolto al punto 12.11 del nuovo Accordo dove, nell’ultima parte, si dice espressamente che, per gli attestati di abilitazione all’uso di attrezzature particolari per chi ha seguito corsi di formazione di cui al punto a) i cinque anni decorrono dall’Accordo del 2012, entrato in vigore il 12 marzo 2013 (quindi l’aggiornamento va fatto a partire dal 2018). Nulla cambia, invece, per le altre due categorie: per i corsi di cui al punto b) i cinque anni decorrono dalla data di conclusione dell’aggiornamento; per i corsi di cui al punto c) il quinquennio decorre dalla data di superamento della verifica finale di apprendimento.