lunedì, dicembre 11, 2017
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Chi mi difende? Il Ruolo del Tecnico

A cura di Valentina Minto – Tecnico Commerciale di AMS Multiservice

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La domanda ricorrente che l’interlocutore mi pone quasi da subito, all’inizio della consulenza, può essere sintetizzata in tre parole: “chi difende me?

Gli interlocutori in questione sono i datori di lavoro che, quotidianamente, incontro; persone che, loro malgrado, devono confrontarsi e districarsi in quel “tormentoso ginepraio” che è il D.lgs 81/08.

Non posso esimermi dal considerare che una una larga fetta di imprenditori sta esaurendo il proprio entusiasmo  e che tale esaurimento rivela, al fondo, una fonte di rabbiosa solitudine per anni occultata dal “senso del dovere”.  Il loro buongiorno è debole, i loro sguardi guardinghi, la loro stanchezza percepibile ad occhio nudo.

Sì, perché quando parliamo di sicurezza sul posto di lavoro dubbi e diffidenza sono all’ordine del giorno. Uno dei compiti del consulente è anche quello di dipanare tali dubbi e di parlare una lingua comprensibile; educare all’informazione e sfatare molti luoghi comuni presenti in questo settore;

Di far capire ai potenziali clienti che il valore aggiunto di un’associazione che opera nell’ambito della sicurezza sul lavoro e, in un certo qual modo, il vantaggio di “farne parte” risiedono nell’importanza che questa associazione dà all’imprenditore anche in termini di sostegno giuridico.
Di quali strumenti di supporto si avvale AssoSafe per tutelare gli imprenditori? Lo fa, in primis, attraverso la professionalità e l’onestà intellettuale dei suoi collaboratori. Facendoli “crescere” quotidianamente e prendendo posizione contro la dilagante quanto deleteria “politica” del turn over. Lo fa appoggiandosi ad  ORGANISMI PARITETICI datoriali che fungono da  “scudi” in caso di verbali di contestazioni da parte degli organi di controllo (es: Spisal) Lo fa erogando attestati in conformità ai requisiti di legge;  Per queste peculiarità AssoSafe cosituisce un’associazione datoriale che opera a livello nazionale; di fatto rappresanta una garanzia per tutti gli imprenditori che decidono di affidarsi ad essa. Una volta “saliti a bordo” è necessario che il rapporto con “l’equipaggio” si fortifichi nel tempo. Il processo di fidelizzazione deve contemplare azioni e dinamiche non sempre “scontate”.

L’esperienza in campo mi ha  insegnato che anche doti come  l’empatia e la curiosità sono risorse che possono arricchire la figura del consulente. Riuscire ad instaurare un rapporto empatico col cliente è di fondamentale importanza e dà la possibilità ad entrambe le parti di intraprendere un percorso “speciale”. E ancora. Sentire la necessità di conoscere più a fondo la realtà in cui, quotidianamente, vive il nostro cliente è altrettanto importante. Perché l’azienda è parte integrante di chi l’ha voluta, l’ha vista nascere, crescere e di chi ne ha preso le redini. È motivo di orgoglio, frutto di fatiche, sogno che prende forma. Diventa, allora, affascinante far parte di queste “realtà” lasciando spazio ad un processo biunivoco di fidelizzazione. Eccomi allora alle prese con la mia agenda intenzionata a fissare un appuntamento per un trattamento al viso con Claudia, estetista di Mestre incontrata per una consulenza tempo addietro. Ecco che mi ritrovo ad organizzare una cena tra amici da Nelson, ristoratore di Chioggia ed ex professore di chimica, incontrato tempo fa sempre per motivi di lavoro. Chiamo Rina se desidero acquistare dell’ottimo radicchio chioggiotto. Luca se ho bisogno di carne tenera…perché, dice lui, il suo bestiame non è “stressato”.
Il mio lavoro è anche questo. Piccole magie che si rinnovano giorno dopo giorno.