lunedì, dicembre 11, 2017
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I Rischi per la Salute nel Personale Operante nel Comparto Ferroviario

Coppetta_appA cura del Dott.Luca Coppetta – Responsabile Ambulatorio Malattie Professionali Policlinico Tor Vergata e MC Medica81

L’ambito del trasporto ferroviario occupa una vasta serie di figure professionali le quali, a vario titolo, operano nelle differenti attività del comparto con compiti di esercizio ferroviario, realizzazione e manutenzione della infrastruttura ed infine nei servizi di supporto.

La particolarità delle lavorazioni svolte determina la possibile esposizione degli operatori ad una molteplicità di rischi professionali, sia per la sicurezza che per la salute comportando la necessità da un lato di applicare una serie di misure di prevenzione e dall’altro di garantire il controllo sanitario per quei lavoratori per i quali i rischi non siano altrimenti minimizzabili. La tutela specifica dei lavoratori viene garantita innanzitutto da una corretta valutazione dei rischi professionali in applicazione del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. il quale regolamenta, coerentemente con i principi generali di tutela al quale è ispirato, l’applicazione e l’armonizzazione di compiti e responsabilità dei soggetti implicati nel sistema di protezione aziendale (datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori).

La valutazione dei rischi per quanto attiene gli aspetti più strettamente inerenti le attività del medico competente ovvero i rischi per la salute, dovrà prevedere una attenta analisi dei fattori implicati in disturbi o malattie che possono essere sviluppate nel personale addetto alle differenti attività. In tale ambito riveste particolare interesse l’esposizione a vibrazioni a bassa frequenza trasmesse al corpo intero (WBV – whole body vibrations), che costituisce un rilevante motivo di esposizione del personale viaggiante che può derivarne disturbi a carico del rachide dorso-lombare di diversa gravità da semplici ma dolorose lombalgie ricorrenti fino a quadri clinici conclamati di degenerazione discale (protrusioni o ernie del disco a carico delle vertebre del tratto lombo-sacrale). A tal fine giova ricordare che attualmente sono disponibili anche in fase di ricostruzione a posteriori in sede di consulto medico, i dati delle misurazioni effettuate su un gran numero di vettori e carrozze nelle diverse tratte dell’esercizio ferroviario con possibilità di ricostruire in maniera accurata l’esposizione quindi anche l’eventuale nesso medico-legale in ambito peritale. Giova peraltro ricordare che numerosi sono gli effetti extrarachidei dell’esposizione e tra essi annoverano disturbi assai comuni nel personale trasfertista quali ad esempio dispepsia, ulcera gastrica, disturbi dell’alvo, emorroidi, disturbi del sonno. I lavoratori dovranno pertanto essere sottoposti ad una accurata indagine anamnestica che preveda l’indagine specifica di tali disturbi in sede di visite mediche preventive e/o periodiche. In talune attività sia per il personale viaggiante che (soprattutto) per il personale addetto alla manutenzione delle carrozze e delle infrastrutture ferroviarie vi può essere una consistente esposizione a rumore, anche al di sopra degli 80dB(A), con possibile sviluppo di sordità neurosensoriale.

Altro fattore di rischio che comunemente è causa di disturbi nel personale viaggiante è il lavoro a turni/notturno che comporta numerosi disturbi ed effetti sulla salute derivanti in prevalenza da interferenza con i ritmi cronobiologici e conseguente distruzione del ritmo sonno/veglia. Il personale professionalmente addetto ad attività lavorativa notturna può comunemente sviluppare insonnia, turbe della digestione, ipertensione, cardiovasculopatie, sindrome metabolica e diabete. In letteratura è stato anche rilevato un incremento nella frequenza di tumori soprattutto nel personale femminile. L’attività di trasporto, particolarmente in taluni ruolo caratterizzati da elevata responsabilità comporta inoltre un notevole livello di stress lavoro – correlato per il personale, soprattutto per il personale di guida che necessita di un costante livello di attenzione. Lo stress rappresenta un rilevantissimo fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi psico-fisici quali ansia, depressione, turbe della digestione.

Inoltre per il personale addetto alla manutenzione delle motrici e dell’infrastruttura si configura talora rischio di sovraccarico biomeccanico, esposizione ad agenti chimici pericolosi, vibrazioni mano-braccio. Caso specifico è quello dell’esposizione ad amianto che ha interessato, purtroppo, un elevatissimo numero di lavoratori del settore con sviluppo negli anni di patologie pleuriche e polmonari da fibre di asbesto (asbestosi parenchimale, placche pleuriche e finanche tumori del polmone e mesoteliomi pleurici maligni). Molti operatori precedentemente esposti nella manutenzione delle carrozze o comunque impiegati in ambito ferroviario hanno visto riconoscersi i benefici previdenziali es assicurativi spettanti agli ex-esposti ad amianto da parte dell’INAIL.

Pertanto il personale addetto all’esercizio ferroviario viene regolarmente sottoposto a visite mediche ed esami ematochimici di sorveglianza sanitaria da parte del medico competente al fine di evidenziare anticipatamente eventuali alterazioni dello stato di salute compatibili con l’esposizione professionale. Nel corso di tali visite il lavoratore viene sottoposto, di norma una volta l’anno ad indagini specialistiche con indagine della funzione polmonare, cardiovascolare e del metabolismo.

Dall’esperienza maturata presso il nostro centro le discopatie, le patologie degenerative del distretto spalla-braccio (tendinopatie, sindrome della cuffia dei rotatori) e soprattutto i disturbi da stress lavoro-correlato (ansia, depressione, mobbing e burn-out) rappresentano di gran lunga le patologie di più frequente riscontro interessando complessivamente il 10% dei lavoratori. Risulta particolarmente importante l’individuazione di tali patologie sia per disporre l’allontanamento temporaneo o definitivo del lavoratore, sia per avviare l’iter di denuncia della malattia professionale che può comportare un indennizzo per il lavoratore. Numerosi sono i casi di patologie riconosciute da parte dell’INAIL su nostra segnalazione specifica. Dall’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008 gran parte del personale ferroviario, esercitando una mansione a rischio per la sicurezza e l’incolumità di terzi, è inoltre sottoposto anche a verifica riguardo il non consumo di alcol sostanze stupefacenti e psicotrope durante l’attività lavorativa. I controlli esercitati secondo le procedure stabilite dalla Conferenza Stato-Regioni, prevedono l’esecuzione di test tossicologici a sorpresa su campioni di urine raccolti dal medico competente e mediante misurazione dell’alcol su aria espirata mediante etilometro. Nell’esperienza del Servizio di Medicina del Lavoro del Policlinico Tor Vergata di Roma la percentuale di positivi ai drug tests è circa del 2%. I soggetti positivi, ovviamente sono stati immediatamente allontanati dall’attività a rischio ed avviati al SerT (servizio per le tossicodipendenze) della ASL competente per una valutazione riguardo la presenza di dipendenza da stupefacenti.

In conclusione l’ambito del trasporto ferroviario rappresenta una sfida di primario interesse per la medicina del lavoro e per chiunque si occupi di sicurezza e salute dei lavoratori. E’ necessario che le attività di tutela si svolgano con la massima accuratezza, utilizzando idonei strumenti di indagine clinico-anamnestica e strumentale. I lavoratori devono aderire e collaborare a tali attività anche segnalando l’insorgenza di disturbi al medico competente ed ai servizi di medicina del lavoro operanti sul territorio, sia per richiedere provvedimenti idoneativi di tutela, sia nello sfortunato caso di insorgenza di malattie professionali per giungere ad un equo indennizzo delle stesse.

 

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